Agente Segreto 007: il fascino dell’investigatore privato

Personaggio cult uscito dalla penna di Ian Fleming, l’agente segreto più famoso al mondo ha spesso viziato il fascino dell’investigatore privato con una serie di spericolate inchieste al batticuore. Nulla di più lontano dalla realtà, eccetto il batticuore…

Sono stati due gli ingredienti topici nel successo dell’agente 007 tra gli anni Sessanta e Settanta e che pur continua, con alti e bassi, ancor oggi: il clima della Guerra Fredda e il fascino del suo primo interprete, Sean Connery.

L’agente segreto con numero identificativo 007 dove il doppio zero sta per “licenza di uccidere” ha influenzato i sogni fanciulleschi di almeno due generazioni di investigatori, non tanto per le diavolerie tecnologiche, ma per l’”aplomb” del suo interprete, simbolo dell’uomo forte che riesce sempre ad avere il controllo di ogni situazione.

Ed è questa a ben vedere la caratteristica (forse l’unica) che lega l’agente segreto di Ian Fleming ad ogni investigatore privato professionista il quale ha nella capacità di adattamento istantaneo ad ogni evento, la sua vera “arma segreta”.

Al netto dei “ferri del mestiere”, che possono essere talvolta anche geniali e quasi sempre auto-prodotti o migliorati per le proprie specifiche caratteristiche, ma sono sempre molto distanti da quelli a disposizione dell’agente al servizio del controspionaggio britannico, la vera capacità dell’investigatore privato è portata sul grande schermo dallo sguardo e dalla personalità dei suoi interpreti migliori.

È la correzione dell’errore che distingue la prontezza dell’investigatore privato

Pur mostrando le proprie debolezze, che spesso generano i cambi di programma e i colpi di scena della fortunata serie di pellicole, i protagonisti mostrano sempre la capacità di adattarsi immediatamente alle nuove situazioni, volgendo a proprio favore le condizioni che apparivano a loro sfavorevoli.

Allo stesso modo l’investigatore privato sa che, uomo tra gli uomini, anche egli è soggetto allo sbaglio, ma la propria preparazione si mostra proprio in questa prospettiva; aver sempre preparato un piano opzionale (il fatidico “piano B”) curandolo nei minimi dettagli pur sperando si non doverlo mai mettere in pratica, e riuscire a capire prontamente quando è il momento di passare da una pianificazione all’altra, senza uscire allo scoperto.

Portando così a termine la propria missione ben sapendo che per un investigatore privato, proprio come per l’agente 007, “si vive solo due volte”.

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