Impianti di videosorveglianza

La videosorveglianza rappresenta una parte importante della sicurezza e continua a progredire con sistemi sempre più efficienti e capaci di restituire un dato incontrovertibile: la prova di reato.

Vigilanza e videosorveglianza sono così i due elementi con i quali oggi viene garantita la sicurezza, sia a livello istituzionale che pubblico e privato.

I primi impianti di videosorveglianza privata sono comparsi negli Stati Uniti nella metà degli anni Sessanta, ma già un decennio dopo, grazie alle tecnologie della Sony e della JVC (Betamax e VHS) hanno conosciuto un grande sviluppo, consentendo l’archiviazione dei dati.

Specialmente la tecnologia VHS di archiviazione delle immagini su nastro, ha fornito per quasi due decenni il supporto per la registrazione delle apparecchiature di videosorveglianza, fornendo i primi sistemi integrati (TVCC) e le basi per l’ulteriore evoluzione dei sistemi CCD.

Videosorveglianza su protocollo IP

Negli ultimi anni i supporti materiali dei formati analogici (VHS) e digitali (CCD) degli impianti di videosorveglianza hanno cominciato a lasciare il posto a impianti che utilizzano il protocollo IP per la trasmissione e la conservazione delle immagini.

Le reti wireless consentono di disporre gli impianti di videosorveglianza indipendentemente dalla cablatura elettrica, inviando le immagini direttamente ad una stazione di controllo o persino sullo smartphone personale del proprietario dell’impianto.

Legge sul controllo delle immagini di videosorveglianza

La Legge di riferimento per la gestione e l’archiviazione delle immagini degli impianti di videosorveglianza è quella dell’8 aprile 2010 determinata dal Garante della protezione dei Dati personali.

In merito alla gestione delle riprese la legge obbliga alla cancellazione delle immagini dopo 24 ore per le riprese effettuate negli spazi pubblici, estendendo questo tempo a sette giorni per gli impianti installati presso istituzioni, banche e altri siti strategici.

Tale normativa non riguarda le riprese effettuate da impianti di videosorveglianza installati all’interno della propria abitazione, ma viene escluso l’utilizzo di tali riprese per osservare e sorvegliare il lavoro delle persone che vi si trovino all’interno, come colf e badanti.

Le agenzie investigative come In.Te.Se possono vantare un utilizzo leggermente più ampio degli impianti di videosorveglianza, ma è chiaro che anche alla luce delle leggi in vigore in tema di privacy, è la tempestività del controllo dei dati e delle immagini a fare la differenza.

Ciò rende necessario affidarsi a istituti di vigilanza privata per poter davvero massimizzare i vantaggi degli attuali impianti di videosorveglianza e garantire i benefici di sicurezza che i gli attuali standard tecnologici consentono a ciascun cittadino.

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