Investigazioni sui minori: come accertare l’uso di stupefacenti

Dagli anni 2000 le investigazioni sui minori nell’uso di stupefacenti hanno registrato un forte aumento; si tratta di un ambito estremamente delicato ed occorre molta cautela nell’accertamento.

Le investigazioni sui minori sono regolate da leggi molto più stringenti sulla privacy e necessitano pertanto di altissima attenzione. Sono però sempre di più le famiglie che ricorrono all’investigatore privato per investigare sulle abitudini dei propri figli, generalmente tra i 15 ed i 18 anni.

La chiusura delle relazioni familiari

I motivi per la forte crescita delle investigazioni sui minori hanno due ragioni preponderanti: la maggiore apertura verso gli strumenti investigativi da parte del grande pubblico e lo sgretolarsi elle relazioni familiari, specialmente in età adolescenziale.

I Social hanno contribuito certo non poco a questo secondo aspetto, legando i nostri ragazzi spesso più a dinamiche di “contatti” virtuali che non al dialogo familiare, comunque problematico in questa fascia di età.

L’uso di stupefacenti però ha trovato proprio nella Community un terreno fertile per l’adescamento e la radicalizzazione dei ragazzi verso pratiche nocive e illegali.

Tranquillizzare i nostri clienti

In questi casi la prima cosa che gli investigatori di In.Te.Se. si trovano a dover affrontare è il ripristino della tranquillità dei genitori, spesso già messa a dura prova quando decidono di rivolgersi ad un investigatore privato.

Tranquillità non vuol dire sottovalutare o assumere un atteggiamento superficiale, ma tutt’altro; per un investigatore è necessario potersi muovere su un campo libero, nella misura del possibile, da psicologismi e irrisolti quotidiani, dinamiche sempre presenti in un nucleo familiare, tanto più quando messo già a dura prova.

L’indagine spesso si risolve in un ridimensionamento del problema ma questo non perché il problema in se non sussista (i sospetti in tal caso sono quasi sempre fondati), quanto perché in ambito familiare ogni cosa viene ingigantita, e il pericolo maggiore può sfuggire dalla percezione.

Le investigazioni sui minori nell’utilizzo di stupefacenti non rappresentano una “caccia all’uomo”, ma devono scongiurare un pericolo che, per quanto ridotto in termini statistici, è pur sempre presente: fare in modo che il ragazzo non entri nella tossicodipendenza.

 Tempestività nell’intervento dell’investigatore

La condizione migliore sarebbe quella di avviare un’investigazione sui minori in maniera tempestiva, senza aspettare che la situazione familiare, ovvero il rapporto tra il ragazzo ed i genitori, degeneri.

In questo modo l’investigazione si risolve in genere con brevi appostamenti, con un quadro delle amicizie del ragazzo e con un’investigazione approfondita dei contatti telefonici e Social.

Quando un situazione di potenziale pericolo è colta nel momento opportuno l’intervento dell’investigatore appare del tutto invisibile al ragazzo, cosa assolutamente importante per mantenere i rapporti tra genitori e figli liberi da sospetti, da ambedue le parti.

Ma un pericolo ancor maggiore potrebbe essere quello di vedere “il marcio dove non c’è”, e allora il consiglio è quello di rivolgervi subito ad un investigatore privato per un colloquio perlustrativo, in modo da poter monitorare, almeno nelle prime fasi, il comportamento del ragazzo con brevi e puntuali interventi investigativi.

 

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